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BUON COMPLEANNO ADRIESE

Come scoperto solo di recente da documentazione del Coni il calcio ad Adria ha visto la luce esattamente 112 anni fa. Dai pionieri dell’Aquila alla cavalcata in C2, all’attualità. Una storia gloriosa dove spiccano i 70 anni di Ugo Levi

LA RICORRENZA

La storia dell’Unione sportiva dilettantistica Adriese si perde nella notte dei tempi. Scriveva Giuseppe Seno, colui che sulle pagine del “ Gazzettino”, ha commentato le epopee più gloriose del football bassopolesano, tracciando una sua personale storia dell’Adriese al momento ancora inedita: «...Il calcio in città se non è etrusco, poco ci manca».

1906: Il Volo Dell’Aquila

Correva dunque il 1906, e ora si sa anche il giorno (11 gennaio, vedi articolo qui sotto) come si è scoperto recentemente da documenti del Coni, quando nacque il movimento calcistico cittadino e venne fondata l’Aquila Adria. Si trattava di una polisportiva. Il primo stadio, un terreno di gioco sui generis, fu costruito dalle parti dell’attuale stazione ferroviaria, in via Scalo, mentre il primo vero campo di calcio fu il cosiddetto prato dell’ospedale, corrispondente all’attuale museo. Nel 1915 l’Aquila Adria cambiò la denominazione sociale in Forti e Liberi Adria, ma l’attività rimase ancora esclusivamente di tipo locale. È l’epoca delle amichevoli con le squadre dei paesi limitrofi, con spese sostenute dai giocatori stessi, dei veri e propri pionieri.

1923: Affiliazione Figc

L’affiliazione alla Figc avvenne nel 1923. La futura Adriese non partecipò al campionato,ma disputò solo tornei indetti dal Comitato Regionale Veneto. Le cronache dell’epoca narrano però di un affermazione nella Coppa Finzi contro il Rhodigium per 3-0. Due anni dopo la società si trasformò in Associazione Calcio Adria e nel 1927 diventò Polisportiva Fascio Adria per accontentare il regime dell’epoca fascista. Inattiva nel 1931, nel 1934, con la denominazione di Società Sportiva Adriese, grazie ai buoni uffici di Ugo Levi, la società fu ammessa al campionato di Prima Divisione. Dal 1941 al 1945, inattivi per motivi bellici, i granata nel 1946 rinascono con la denominazione di Unione Sportiva Adriese partecipando ai campionati interregionali. Nel 1948/49 la squadra approda in Promozione. Nel 1951, 18° nel girone B di Promozione, l’Adriese è costretta a ritirarsi a causa dell’alluvione del Polesine. Conserva però il vincolo sui giocatori che vengono ceduti in prestito. Grazie inoltre alla concomitante riforma dei campionati la compagine viene inserita nella nuova Promozione regionale. Nel 1952/53 arriva la promozione in IV Serie.

LA NASCITA

L’11 gennaio del 1906, un giovedì come oggi. Buon compleanno Adriese! La regina del Polesine compie oggi 112 anni. La società granata, infatti, secondo la documentazione in possesso del Coni, il dato è emerso solo negli ultimi giorni, si è costituita l’11 gennaio 1906.Un giovedì anche allora, come oggi. Si chiamava allora Aquila Adria. L’affiliazione alla Figc arriverà nel 1923. Una storia ultracentenaria la sua, fatta di calcio, ma soprattutto di uomini che hanno segnato diverse epoche: il presidentissimo Ferruccio Folco, Arnaldo Cavallari, i fratelli Franco e Giorgio Martinolli, Graziano Simonie la moglie Alda Schiavi, il presidente del centenario Olivo Frizzarin. Come non citare poi la famiglia Levi. Scrivi Levi e leggi Adriese. Ugo, classe 1902, è stato giocatore negli anni ‘20, arbitro, dirigente, segretario ed anche presidente. Amico di Peppino Prisco, ex vicepresidente dell’Inter, Levi è stato protagonista di sette decenni di storia granata. Una passione trasmessa e coltivata dal figlio Gianluca, oggi segretario. Come non ricordare poi la famiglia Donà, con Antonio giocatore ed il figlio Giuseppe attuale factotum e memoria storica.

1978 : La Serie C2

La serie D arriverà 20 anni dopo. Correva l’anno 1971/72. Al termine di un percorso durato sei anni arriverà la Serie C2, nel campionato 1978/79. La squadra rimase in C per tre stagioni retrocedendo nel 1980/81. La Serie D venne riconquistata solo nel 1995. Nel 2009, dopo alterne vicende, i granata vinsero, anzi stravinsero, il girone B di Eccellenza e ritornarono in D. Dopo un solo anno arrivò l’amara retrocessione. L’anno successivo nuovo passo indietro in Promozione. Nel 2011 l’inizia l’era dell’attuale presidente Luciano Scantamburlo e la squadra ritorna in Eccellenza. Il resto è storia di oggi. Nelle tre stagioni in Eccellenza basso polesani nel primo anno si salvano ai play-out. Si piazzano poi all’11°posto ed infine arrivano secondi e vengono eliminati ai play-off nazionali, ai rigori, dalla Fezzanese al termine di due gare carambolesche. Nel 2015-2016 la squadra vince il proprio girone e risale in Serie D. Nell’annata 2016-2017, dopo una partenza difficoltosa, con soli 12 punti all’attivo nel girone d’andata, i bassopolesani evitano la retrocessione diretta e si salvano ai play-out contro la Ribelle.

I Dirigenti Storici

Tra i dirigenti che hanno fatto la storia nell’olimpo calcistico granata devono essere inseriti di diritto, oltre ai padri fondatori, anche Ugo Levi, Ferruccio Folco, i fratelli Giorgio e Franco Martinolli, Arnaldo Cavallari, Graziano Simoni, Olivo Frizzarin e Luciano Scantamburlo. Tra gli allenatori, da ricordare Mario Ardizzon, Giovanni Galeone, Giacomo Blason, Nevio Scala e l’ungherese János Vanicsek. Tre i maghi del settore giovanile che hanno lasciato un’impronta indelebile: Piero Cavallari, Piero Carnacina e Franco Monti. Tra i giocatori, considerando solo i locali, come non ricordare Pierangelo Barzan, Giuseppe Polo, Gino Bertuzzi, Massimo Albiero e Costante Tivelli.

 

Autore: Guido Fraccon “Il Gazzettino” del giorno 11 gennaio 2018 © riproduzione riservata

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