La Rappresentativa D gioca un tempo in nove contro undici ed esce agli Ottavi di Finale perdendo per 3 – 1 con il Genoa

La Rappresentativa D gioca un tempo in nove contro undici ed esce agli Ottavi di Finale perdendo per 3 – 1 con il Genoa

Ce l’ha messa tutta la Rappresentativa, ha corso e lottato per 90’, tutto il secondo tempo in nove uomini, non è bastato, la gara si è decisa in un attimo, allo scadere della prima frazione quando l’arbitro Bietolini ha espulso Onescu per proteste e poi negli spogliatoi all’intervallo quando ha sventolato il cartellino rosso a Gennari e al mister Magrini. Il Genoa si è preso la rivincita rispetto alla scorsa edizione del Torneo di Viareggio ed ha strappato la qualificazione ai Quarti con un 3 – 1 firmato da Longo, Jelenic e De Bode, condizionato pesantemente dalle scelte arbitrali. La partita com’era nelle attese è stata forte, intensa ed emozionante, un misto di razionalità e casualità, quest’ultimo fattore ha inciso non poco quando è stato annullato un gol a Gorini per fuorigioco millimetrico sull’1-0 per il Genoa. Il gruppo costruito da Magrini è rimasto granitico nonostante le difficoltà di un match messosi in salita dopo il gol in mischia di Longo al 34’ del primo tempo. Poi tra il 44’ e nell’intervallo Onescu e Gennari sono stati espulsi per proteste. Da li la partita non ha avuto più senso eppure per la larghi tratti della gara si è rivelata giusta la scelta del mister romagnolo d’infoltire il centrocampo con iniezioni di dinamismo e muscoli per contrastare il gioco dei grifoncini. Il Genoa dal suo canto ha puntato su un feroce pragmatismo sfruttando l’unica occasione del primo tempo per passare in vantaggio. La Rappresentativa ha risalito la china di una partita complicata dalle espulsioni e dal gol annullato a Gorini . Intensità e pressing hanno permesso ai ragazzi della D di mettere alle corde il Genoa per ampi tratti della gara ma poi nel secondo tempo hanno dovuto capitolare raschiando il barile della forze psico-fisiche. L’orgoglio e la tenacia hanno tenuto in piedi i giovani della D che in nove contro undici al 34’ della ripresa hanno trovato il gol dell’orgoglio con un tiro alla Del Piero di Passerò.

Per organizzazione e qualità tecnica non si è vista alcuna differenza tra le due squadre, le giocate dei singoli hanno inciso profondamente e sono arrivate nei momenti nevralgici della partita.

Le decisioni arbitrali sono state le istantanee della partita , l’imprevisto che ha dato una sterzata al destino della gara. Un epilogo che può far crescere, in fondo la strada della vittoria è lastricata di sconfitte, quindi ci si può rialzare e guardare in prospettiva grazie ai tanti i passi avanti fatti dal movimento della D e dai ragazzi che crescono nei settori giovanili.

Giancarlo Magrini malgrado la delusione è lucido nella disamina della gara:” Hanno visto tutti quello che è successo in campo, dispiace parlare dell’arbitro ma sono costretto a farlo. Sull’1-0 per loro non ci ha dato un rigore solare, la loro rete è nata da una rimessa inesistente e due miei ragazzi sono stati espulsi per aver solo proferito parola. I fatti parlano chiaro, sono soddisfatto comunque, i ragazzi hanno dato l’anima in campo, fino alla parità numerica la nostra organizzazione ha tenuto testa a una corazzata come il Genoa. Ci siamo battuti con anima e cuore anche in nove, a dimostrazione che questa squadra vale, abbiamo perso per degli episodi ma abbiamo vinto come gruppo”.

Una sconfitta che certo non intacca l’autostima di questi giovani della D forse troppo in fretta dimenticati dal “grande” calcio:” Queste sfide fanno bene a ragazzi così giovani, infondono quella fiducia che nella carriera di un giocatore è fondamentale. Non so dove potranno arrivare ma spero solo che dopo questa esperienza possano essere uomini e giocatori migliori”. Non basta per rinfrancarsi il parere positivo da parte di un maestro di calcio però aiuta:” Mi ha fatto piacere ricevere una gradita telefonata dal mio amico Ballardini che ne sa tanto di calcio” – ci dice Magrini. “Mi ha fatto i complimenti per come abbiamo giocato, certo non mitiga l’amarezza per l’eliminazione però mi conforta non poco sapere che siamo piaciuti a un tecnico di gran livello come Davide”.

Scuro in volto il Vice Presidente Vicario della LND Alberto Mambelli:” Sono dispiaciuto per i ragazzi, hanno dato tutto in campo e non meritavano di perdere così. Sono amareggiato per il discutibile arbitraggio che ha condizionato pesantemente la partita. Sapevamo delle difficoltà che avrebbe riservato questa gara ma certo uscire così dispiace, finché siamo stati in undici contro undici ce la siamo giocata. Ringrazio i ragazzi per l’impegno, in fondo non dobbiamo vincere a tutti i costi piuttosto continuiamo a formare calciatori con il lavoro e le idee, non ci abbattiamo, proseguiamo su questa strada e son certo che ci toglieremo altre soddisfazioni”. Tutti questi risultati in serie, questi miglioramenti continui non possono essere solo il frutto del caso:” Ormai è chiaro che questo movimento sta esprimendo valori importanti crescendo anno dopo anno, siamo dilettanti solo di nome ma con mentalità da professionisti”. Alla Rappresentativa rimane la soddisfazione di essere arrivata per la quarta volta consecutiva agli Ottavi di Finale del Torneo di Viareggio ed aver dimostrato di esserci per competere ad armi pari con i migliori. Il risultato può essere anche frutto degli episodi ma alla Lega Nazionale Dilettanti resta la bontà della pianificazione del lavoro che sta dando i risultati sperati valorizzando così l’immenso patrimonio rappresentato dai vivai delle società di D.


LA GARA

Magrini cambia ancora, rispetto alla gara con l’Inter opera quattro innesti passando a un 4-3-3 per coprire meglio il campo e infoltire il centrocampo. Un compito arduo spetta alla linea difensiva della Rappresentativa schierata a quattro con la novità Giordani al centro per aumentare i centimetri e Gorini spostato a sinistra per arginare l’esuberanza di Boakye, la pericolosità di Longo e del nazionale under 20 uruguagio Rodriguez, tutti già a segno nel torneo. Onescu rimane a destra. A centrocampo, dove è prevedibile si decidano le sorti della partita, il mister romagnolo inserisce a sinistra Lartey per aggiungere muscoli e dinamicità, confermato capitan Dolce in mezzo sperando dia fosforo alla squadra con Rossi spostato a destra. Tutti e tre oltre a proporre gioco non devono lasciare spazio al metronomo del centrocampo rossoblu Molinelli cercando di liberarsi dalla pressione di Sturaro dotato di polmoni d’acciaio. La linea offensiva è composta da Zerbato, il toro De Sena che torna titolare e Fioretti ristabilitosi dall’infortunio. Cercheranno di scardinare la solida difesa genoana che ha negli affidabili centrali De Bode e Polenta i due punti di forza. In particolare il nazionale uruguayano oltre ad essere un marcatore implacabile è anche un temibile stoccatore nelle sortite offensive. Fondamentali anche le fasce noto punto di forza del gioco applicato dal duo Corradi-Juric. Onescu e Gorini si occupano del ghanese Alhassan e di Jelenic pericolosi in zona gol. Riflettori puntati anche sui due portieri, Perin del Genoa è ormai una realtà più che una promessa convocato già nell’under 21 mentre Festa è chiamato a ripetere la bella prestazioni sfoggiata con l’Inter. In fase difensiva la Rappresentativa è pronta a ripiegare su un 4-4-1-1 con Zerbato che si abbassa sulla linea di centrocampo.

Dopo il minuto di silenzio per la scomparsa del militare italiano Massimo Ranzani scomparso in Afghanistan l’arbitro fischia l’inizio della gara. Dopo dieci minuti di studio il Genoa si rende pericoloso con Alhassan che di testa da pochi metri spara alto. Scorrono i minuti, si arriva a metà tempo senza particolari sussulti, ci pensa Onescu a scaldare i guanti a Perin con una botta forte ma centrale. La partita non sale di ritmo si va a fiammate, ancora il ghanese Alhassan dal vertice destro dell’area lascia partire un tiro violento che sfiora il palo alla sinistra di Festa.

Nel momento di maggior equilibrio arriva il vantaggio del Genoa, De Bode su calcio d’angolo colpisce di testa, respinge Festa d’istinto sui piedi Longo che appoggia comodamente in rete da pochi passi. E’ l’episodio che spinge l’inerzia della partita dalla parte dei grifoncini. Altro calcio d’angolo e altro brivido per i ragazzi della D, in mischia Longo gira in porta ma il gol è annullato per fuorigioco. Passa un minuto e stavolta l’arbitro annulla la rete alla Rappresentativa, sempre per un fuorigioco millimetrico di Gennari. Sono gli istanti più importanti del primo tempo, al 44’ Onescu dice qualcosa all’assistente arbitrale, Bietolini senza esitare sventola il secondo cartellino giallo al difensore della Rappresentativa che va anzitempo sotto la doccia. Finisce qui il primo tempo con la Rappresentativa sotto di un gol e di un uomo.

Negli spogliatoio scoppia la baraonda, Bietolini espelle Gennari e il mister Magrini, la Rappresentativa rimane in nove. Nel secondo tempo Magrini risistema come può la squadra, entra Passerò per Fioretti, Zerbato scala dietro, difesa a tre e De Sena unica punta. Dopo 8’ entra Mariani per Lartey che si piazza sul centro destra a metà campo. Più che una partita ormai per la Rappresentativa è una salita ripida, al 13’ De Sena subisce una spinta plateale in area, tutto regolare per l’arbitro. Un minuto dopo Dolce lascia il posto a Celeste che si piazza in mezzo al campo. Al 17’ Jelenic raddoppia per il grifone con un diagonale preciso deviato alla disperata da Festa. La partita ormai è compromessa dalle decisioni arbitrali, la Rappresentativa sotto di due uomini però non rinuncia a giocare. Il Genoa padrone del campo rischia di dilagare, Rodriguez colpisce il palo, Festa compie un paio di miracoli. Ormai il canovaccio è scontato, i grifoncini giocano sul velluto i ragazzi della D in doppia inferiorità numeri fanno quello che possono. Al 27’ arriva la terza rete per il Genoa, angolo di Sturaro e De Bode indisturbato di testa schiaccia in rete da pochi passi. La Rappresentativa non ci sta e al 37’ Passerò s’inventa un tiro alla Del Piero che s’insacca all’incrocio, un gol che vale l’orgoglio della squadra. Ormai la partita non ha più senso, si aspetta solo il fischio finale dell’arbitro che arriva dopo un minuto di recupero, il Genoa vince per 3 – 1 e passa ai Quarti di Finale, la Rappresentativa esce dal Torneo di Viareggio a testa alta.


GENOA 3

RAPPRESENTATIVA SERIE D 1


Genoa (3-4-3): Perin; Bani, De Bode (al 29’st Miracoli), Polenta; Carlini, Sturaro, Molinelli (al1’ st Guarco), Alhassan; Jelenic, Longo (al 13’ st Rodriguez), Boakye. A disposizione: Oddo, Mannella, Carozzino, Candia, Guarco, Rodriguez. A disp.: Moretti, Bettati, Candia, Torres, Miracoli, Cane, Mannella. All. Corradi-Juric.
Rappresentativa Serie D (4-3-3): Festa (Castellana C.G.); Onescu (Rimini 1912), Giordani (Anziolavinio), Gennari (Sansepolcro), Gorini (Città di Castello); Rossi (Sandona), Dolce (Chiavari) al 13’st Celeste (Asti), Lartey (V.Castelfranco) all’8’st Mariani (R.Curi); Zerbato (Legnago), De Sena (Ebolitana), Fioretti (Pontevecchio) al 1’ st Passerò (Cuneo). A disp. D’Agostino (Gaeta), Colonetti (Mantova), Ferrè (Insubria), Sorbo (Camaiore), Berto (Sandonà), Malagò (Unione Venezia). All. Magrini

Arbitro: Bietolini (Firenze)

Reti: al 34’ pt Longo (G), al 17’st Jelenic (G), al 27’st De Bode (G), al 37’st Passerò (R)

Recupero: 1’ pt; 1’ st

Espulsi: Onescu al 44’ per doppia ammonizione, al 45’ Gennari e il mister Magrini (R) negli spogliatoi

Ammoniti: Molinelli (G)

Note: spettatori 300 circa. Giornata nuvolosa